Gli Alberi Monumentali

Gli Alberi Monumentali

Custodi della memoria

Alla Masseria Zenobio, tra gli ulivi secolari e i sentieri della campagna, vivono tre alberi monumentali che raccontano la storia di questo luogo da secoli: il Carrubo, il Gelso Bianco e il Cipresso.

 

Ognuno di loro è un patrimonio naturale e culturale, testimone silenzioso di epoche passate e, allo stesso tempo, ponte verso il futuro.

Il Carrubo: resilienza e abbondanza mediterranea

Con una circonferenza di 6,50 metri a 1,30 da terra e un’età stimata di oltre 500 anni, il Carrubo della Masseria è un gigante che ha visto generazioni intere crescere e lavorare sotto la sua chioma.

 

Appartenente alla classe Magnoliopsida, il Ceratonia siliqua è una specie che predilige climi miti e terreni drenanti. Le sue radici profonde gli consentono di sopportare lunghi periodi di siccità.

 

È una pianta dioica: esistono individui maschili e femminili, e la specie produttiva si ottiene solo tramite innesto.

 

Tra giugno e settembre, sullo stesso albero si possono osservare fiori, frutti acerbi e carrube mature: un ciclo vitale che simboleggia l’abbondanza.

 

Le carrube sono frutti ricchi di zuccheri naturali, privi di glutine, con vitamine A, B e D, e sali minerali come fosforo, calcio, magnesio e potassio. I semi, infine, sono utilizzati come potente addensante naturale.

Il Gelso: l’albero dai mille usi

Il Gelso Bianco (Morus alba), anch’esso della classe Magnoliopsida, ha una circonferenza di 3,60 metri a 1,30 da terra e un’età stimata di oltre 175 anni.

 

Originario della Cina e della Corea, è una pianta dioica che produce sia la nucula (vero frutto) sia il sorosio (falso frutto che forma la polpa).

 

Il Gelso è un albero dalle straordinarie proprietà benefiche. Alle sue gemme, foglie e frutti sono attribuite qualità antibatteriche, antiossidanti, diuretiche, ipotensive e soprattutto ipoglicemizzanti: non a caso, dal gelso bianco derivano integratori alimentari per il controllo del metabolismo degli zuccheri.

 

Al suo interno scorre un lattice urticante, mentre dalle foglie si ricavano estratti capaci di neutralizzare il veleno di alcune specie di vipere. La corteccia, invece, è fonte di due sostanze farmacologiche antibatteriche: Albanol-A e Kuwanon-G.

Il Cipresso: simbolo di immortalità

Il Cipresso (Cupressus sempervirens), appartenente alla classe Coniferopsida, ha una circonferenza di 3,40 metri a 1,30 da terra e un’età stimata di oltre 150 anni. Presente in Italia fin dall’epoca etrusca, è originario delle regioni del Mediterraneo orientale e dell’Asia.

 

Da sempre considerato simbolo di immortalità e collegamento tra terra e cielo, il cipresso resiste a siccità e terreni difficili.

 

Fiorisce da febbraio a maggio: le infiorescenze maschili sono ovali e giallo-brunastre, quelle femminili verdi e raccolte in piccoli grappoli. I suoi frutti, chiamati galbuli, sono pigne legnose tonde o ovali, ricoperte da squame poliedriche.

 

Dalla pianta si ricava un olio essenziale utilizzato in creme, unguenti e oli da massaggio.

 

Negli ultimi anni, tuttavia, il cipresso deve difendersi da minacce come il Cancro corticale (Seiridium cardinale) e l’afide Cinara cupressi, la cui diffusione è favorita da inverni sempre più miti.

Un patrimonio da vivere e proteggere

Questi tre alberi monumentali non sono solo meraviglie botaniche, ma veri archivi viventi. Ognuno di loro racconta la storia del territorio e incarna la forza della natura nel resistere al tempo.


Alla Masseria Zenobio non ci si limita ad ammirarli: gli alberi diventano parte di percorsi educativi, esperienze naturalistiche e momenti di riflessione culturale. Visitarli significa avvicinarsi a un patrimonio raro, dove radici profonde e chiome secolari ricordano l’importanza di custodire la memoria della terra.

Intervento finanziato dal  PIANO NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA (PNRR) 1 MISSIONE “Digitalizzazione, innovazione, competività e cultura” INVESTIMENTO 2.2: “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”- Approvato con D.D. n. G04542 DEL 13 APRILE 2022 – Finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura – soggetto attuatore Regione Lazio – CUP F59F22000390004

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